Oggi provo un profondo senso di malinconia.
Oggi che vorrei che fosse un pò ieri...
... per tornare a chiamarti con la mia voce di bambina....
... per tornare a rifugiarmi nel tuo letto quando i tuoni mi mettono paura o un brutto sogno non mi fa più riaddormentare....
... per accoccolarmi tra le tue braccia e godere dei tuoi baci...
... per avere la certezza che per ogni problema o preoccupazione ci sei tu a risolvere tutto...
... per rivederti forte ed invincibile...
... per amare quel tuo sorriso radioso che ai miei occhi non nasconde neanche una piccola traccia di sofferenza o amarezza...
Oggi di sessanta anni fa è nata una delle persone che amo di più al mondo.
Oggi che è tutto un pò diverso...
Oggi che oltre ad essere figlia sono anche madre....
Tanti auguri Mamma mia!
lunedì 29 novembre 2010
Biscotti di panpepato? Puputentete!
Qualche giorno fa leggendo il blog "Viaggiare è il mio peccato", mi sono imbattuta in questo post.
Non ho potuto resistere. Un desiderio indomabile mi ha sopraffatto. Io "dovevo" fare quei meravigliosi biscotti di panpepato! E quale migliore occasione per inaugurare gli stampini degli animali acquistati pochi giorni prima all'Ikea?
Su internet di ricette per prepararli ce ne sono centinaia. Il Cavoletto più famoso del web me ne ha offerto una versione particolarmente gustosa. Di origine scandinava, la ricetta per preparare i Pepparkakor la potete trovare qui!
Ed ora non posso nascondervi quanto io mi sia divertita nel farli. Stendere la pasta con il mattarello. Prendere le formine e creare tante piccole creaturine di biscotto. Vederle crescere e dorarsi nel forno. Ed infine ammirarle per la loro bellezza e gustarle per la loro bontà. Perchè questi biscottini speziati sono semplicemente deliziosi!
E mentre li preparavo, senza riuscire a staccarmi dalle labbra un sorriso stupito e divertito allo stesso tempo, pensavo.. chissà che bello tra un paio d'anni preparare questi biscotti insieme a Davide! Succede così, che a volte vorrei già vederlo grandicello per poter interagire di più con lui, per fare cose insieme, per sentire cosa ne pensa, per condividere momenti di gioia e divertimento anche con lui! Poi però mi fermo ad ammirarlo mentre dorme così pacifico ed indifeso nella sua culletta. Lo guardo e penso che forse invece vorrei sempre averlo così piccino. Da tenere stretto al cuore e coccolare tutte le volte che il mio cuore lo desidera...
Cerco di godere appieno quindi di questi primi dolcissimi momenti d'amore. Riconoscendo che lui non è mio ma del mondo e sapendo che domani lui sarà già diverso. E sarà bellissimo anche allora!
Questi biscottini saporiti e fragranti possono essere gustati la mattina per la prima colazione insieme al caffellatte, inventando storie e favole del bosco...
... o ancor meglio il pomeriggio, quando è già buio e magari fuori piove e fa freddo... come tenera coccola di fronte ad una bella tazza di thè fumante. Non per niente l'abbinamento di questi dolcetti speziati con il thè è assolutamente perfetto!
Ed allora forza! Organizziamo un bel thè da pic-nic sul tappeto del soggiorno di casa!
Ci siamo tutti: mamma Bamba, papà Bambo, il piccolo Bambi-no che si diverte a guardarci avvolto dal caldo abbraccio del suo nuovo amico cagnone (regalo meraviglioso spedito dalla Germania come dono per Davide dalla mia cara amica Gerda) e pure Zio Lallo che resterà per un pò di giorni a casa con noi.
E guardate un pò cosa si è inventato il dolcissimo Zio Lallo per far sorridere e divertire il piccolo Davide... Puputentete!
Non ho potuto resistere. Un desiderio indomabile mi ha sopraffatto. Io "dovevo" fare quei meravigliosi biscotti di panpepato! E quale migliore occasione per inaugurare gli stampini degli animali acquistati pochi giorni prima all'Ikea?
Su internet di ricette per prepararli ce ne sono centinaia. Il Cavoletto più famoso del web me ne ha offerto una versione particolarmente gustosa. Di origine scandinava, la ricetta per preparare i Pepparkakor la potete trovare qui!
Ed ora non posso nascondervi quanto io mi sia divertita nel farli. Stendere la pasta con il mattarello. Prendere le formine e creare tante piccole creaturine di biscotto. Vederle crescere e dorarsi nel forno. Ed infine ammirarle per la loro bellezza e gustarle per la loro bontà. Perchè questi biscottini speziati sono semplicemente deliziosi!
E mentre li preparavo, senza riuscire a staccarmi dalle labbra un sorriso stupito e divertito allo stesso tempo, pensavo.. chissà che bello tra un paio d'anni preparare questi biscotti insieme a Davide! Succede così, che a volte vorrei già vederlo grandicello per poter interagire di più con lui, per fare cose insieme, per sentire cosa ne pensa, per condividere momenti di gioia e divertimento anche con lui! Poi però mi fermo ad ammirarlo mentre dorme così pacifico ed indifeso nella sua culletta. Lo guardo e penso che forse invece vorrei sempre averlo così piccino. Da tenere stretto al cuore e coccolare tutte le volte che il mio cuore lo desidera...
Cerco di godere appieno quindi di questi primi dolcissimi momenti d'amore. Riconoscendo che lui non è mio ma del mondo e sapendo che domani lui sarà già diverso. E sarà bellissimo anche allora!
Questi biscottini saporiti e fragranti possono essere gustati la mattina per la prima colazione insieme al caffellatte, inventando storie e favole del bosco...
... o ancor meglio il pomeriggio, quando è già buio e magari fuori piove e fa freddo... come tenera coccola di fronte ad una bella tazza di thè fumante. Non per niente l'abbinamento di questi dolcetti speziati con il thè è assolutamente perfetto!
Ed allora forza! Organizziamo un bel thè da pic-nic sul tappeto del soggiorno di casa!
Ci siamo tutti: mamma Bamba, papà Bambo, il piccolo Bambi-no che si diverte a guardarci avvolto dal caldo abbraccio del suo nuovo amico cagnone (regalo meraviglioso spedito dalla Germania come dono per Davide dalla mia cara amica Gerda) e pure Zio Lallo che resterà per un pò di giorni a casa con noi.
E guardate un pò cosa si è inventato il dolcissimo Zio Lallo per far sorridere e divertire il piccolo Davide... Puputentete!
E con tutta questa dolcezza auguro anche a voi una dolcissima nuova settimana di serenità ed amore!
venerdì 26 novembre 2010
This moment...
{this moment} - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.
giovedì 25 novembre 2010
Della serie "Da quel gomitolo di lana verde..."
Della serie "Da quel gomitolo di lana verde..."
Alla fine ce l'ho fatta! Due sere fa sono riuscita a terminare anche l'ultimo progettino a maglia che avevo in mente di realizzare! Dopo la copertina, le babbucce ed il maglioncino...
... finalmente ecco anche il berretto da folletto per il mio piccolo Davide!

Una stagione: l'Autunno!
Autunno... Ritrovare il calore della casa come un rifugio in cui riposare e ritornare a creare.
Impastare acqua, olio, lievito, sale e farina. Ingredienti semplici come le piccole gioie di questa stagione.
martedì 23 novembre 2010
Un'opportunità.
Subito dopo pranzo con Davide siamo andati al parco vicino casa.
Ne abbiamo approfittato per godere degli ultimi raggi del sole del meriggio. Prima di un nuovo acquazzone. Prima dell'arrivo della sera.
Abbiamo camminato occhi negli occhi. Sulle labbra il nostro sorriso di giovani innamorati. Intorno a noi la natura generosa e silenziosa. Colori d'autunno. Canzoni di gioia.
Ci siamo fermati a riposare su una panchina. Il tiepido calore del sole a scaldarci le guance. Una meravigliosa sensazione di pienezza e di gratitudine ci ha lasciato riposare. Abbracciati. Soddisfatti. Come se di nient'altro avessimo bisogno se non di noi due.
I giochi dei bambini addormentati. Le altalene abbandonate. Gli scivoli dimenticati. Che con questo tempo imprevedibile forse di portare fuori i bambini non è il caso.
Ci siamo solo noi due. La mia mente leggera a vegliare sul sonno del mio bambino. Nessuna paranoia. Nessuna paura del futuro. Questa pace che respiro dal respiro del mio piccolo mi regala serenità. E non ho bisogno di fare. Non ho quasi voglia di prendere in mano il mio ultimo lavoro a maglia. Scattare fotografie quasi non mi attrae. Perchè sto bene così. A non fare niente. A lasciare i minuti cadere uno dopo l'altro. Che non ho fretta. Che non ho impegni da rispettare. Che questi momenti di tregua ed armonia presto mi verranno strappati via. Che prima o poi dovrò tornare a lavorare. Che questo neonato che cullo tra le braccia presto diventerà un bambino, e poi un ragazzo e poi un adulto.
Ed il mio sguardo si sposta sulla nostra sinistra e scopre la solitudine di un anziano. Abbandonato come i giochi dei bambini. Solo a fissare il vuoto. A ricordare i giorni verdi della sua esistenza e forse a contare gli ultimi istanti della propria vita.
Cosa significa vivere? Cibarsi ed intrattenere la noia delle giornate con futili pensieri e vuote esperienze per poi ritrovarsi vecchi e rugosi con il desiderio di voler rivivere tutto da capo, forse in modo diverso, ma senza la forza, le energie e le opportunità per farlo? Che senso ha essere a questo mondo? Che ragione ha avere un figlio? Amarlo con tutto se stessi. Sacrificare il proprio egocentrismo per lui, che appena sarà grande abbastanza se ne andrà lasciando i propri genitori soli a ricordare i momenti felici di famiglia davanti ad un album di fotografie?
Ecco queste sono le domande che tante volte mi sono posta ma alle quali oggi riesco a dare facilmente una risposta.
Opportunità! La vita per me è un'opportunità.
Esserci, esistere è l'occasione che ci viene offerta per ricercare la nostra felicità. Ogni minuto, ogni istante della nostra esistenza è un dono da afferrare, da cogliere al volo. Che i giorni passano. Che il tempo stringe. Che pur credendo nell'aldilà o in una probabile reincarnazione dell'anima, la nostra certezza assoluta di esserci è solo in questa vita.. e perdonate il mio agnosticismo!
Perchè ci crediamo invincibili, immortali. Pensiamo di avere tutto il tempo davanti per fare la nostra felicità quando poi, se siamo fortunati, ci ritroviamo vecchi in un batter d'occhio al tramonto della nostra esistenza.
Che poi essere felici non è cosa da tutti! Ci vuole coraggio. Ci vuole determinazione. Ci vuole
prodezza nel cogliere il bello nel brutto, il buono nel cattivo.
Io, per me, faccio quello che si può... anche se so che potrei fare di molto meglio!
Perchè un figlio? Perchè è meraviglioso avere la possibilità di regalare un'opportunità di felicità... la vita! Perchè sogno in un mondo migliore e forse un figlio potrebbe contribuire a costruirlo. Perchè è semplicemente meraviglioso il sentimento e la gioia di essere madre.
Dopo tutti questi pensieri e riflessioni io e Davide siamo quindi ritornati a casa. Con le scarpe infangate ed il cuore sorridente. Felici di esserci vissuti. Di aver fatto un pò della nostra felicità.
E per voi, cos'è la vita?
Ne abbiamo approfittato per godere degli ultimi raggi del sole del meriggio. Prima di un nuovo acquazzone. Prima dell'arrivo della sera.
Abbiamo camminato occhi negli occhi. Sulle labbra il nostro sorriso di giovani innamorati. Intorno a noi la natura generosa e silenziosa. Colori d'autunno. Canzoni di gioia.
Ci siamo fermati a riposare su una panchina. Il tiepido calore del sole a scaldarci le guance. Una meravigliosa sensazione di pienezza e di gratitudine ci ha lasciato riposare. Abbracciati. Soddisfatti. Come se di nient'altro avessimo bisogno se non di noi due.
I giochi dei bambini addormentati. Le altalene abbandonate. Gli scivoli dimenticati. Che con questo tempo imprevedibile forse di portare fuori i bambini non è il caso.
Ci siamo solo noi due. La mia mente leggera a vegliare sul sonno del mio bambino. Nessuna paranoia. Nessuna paura del futuro. Questa pace che respiro dal respiro del mio piccolo mi regala serenità. E non ho bisogno di fare. Non ho quasi voglia di prendere in mano il mio ultimo lavoro a maglia. Scattare fotografie quasi non mi attrae. Perchè sto bene così. A non fare niente. A lasciare i minuti cadere uno dopo l'altro. Che non ho fretta. Che non ho impegni da rispettare. Che questi momenti di tregua ed armonia presto mi verranno strappati via. Che prima o poi dovrò tornare a lavorare. Che questo neonato che cullo tra le braccia presto diventerà un bambino, e poi un ragazzo e poi un adulto.
Ed il mio sguardo si sposta sulla nostra sinistra e scopre la solitudine di un anziano. Abbandonato come i giochi dei bambini. Solo a fissare il vuoto. A ricordare i giorni verdi della sua esistenza e forse a contare gli ultimi istanti della propria vita.
Cosa significa vivere? Cibarsi ed intrattenere la noia delle giornate con futili pensieri e vuote esperienze per poi ritrovarsi vecchi e rugosi con il desiderio di voler rivivere tutto da capo, forse in modo diverso, ma senza la forza, le energie e le opportunità per farlo? Che senso ha essere a questo mondo? Che ragione ha avere un figlio? Amarlo con tutto se stessi. Sacrificare il proprio egocentrismo per lui, che appena sarà grande abbastanza se ne andrà lasciando i propri genitori soli a ricordare i momenti felici di famiglia davanti ad un album di fotografie?
Ecco queste sono le domande che tante volte mi sono posta ma alle quali oggi riesco a dare facilmente una risposta.
Opportunità! La vita per me è un'opportunità.
Esserci, esistere è l'occasione che ci viene offerta per ricercare la nostra felicità. Ogni minuto, ogni istante della nostra esistenza è un dono da afferrare, da cogliere al volo. Che i giorni passano. Che il tempo stringe. Che pur credendo nell'aldilà o in una probabile reincarnazione dell'anima, la nostra certezza assoluta di esserci è solo in questa vita.. e perdonate il mio agnosticismo!
Perchè ci crediamo invincibili, immortali. Pensiamo di avere tutto il tempo davanti per fare la nostra felicità quando poi, se siamo fortunati, ci ritroviamo vecchi in un batter d'occhio al tramonto della nostra esistenza.
Che poi essere felici non è cosa da tutti! Ci vuole coraggio. Ci vuole determinazione. Ci vuole
prodezza nel cogliere il bello nel brutto, il buono nel cattivo.
Io, per me, faccio quello che si può... anche se so che potrei fare di molto meglio!
Perchè un figlio? Perchè è meraviglioso avere la possibilità di regalare un'opportunità di felicità... la vita! Perchè sogno in un mondo migliore e forse un figlio potrebbe contribuire a costruirlo. Perchè è semplicemente meraviglioso il sentimento e la gioia di essere madre.
Ed il mio pensiero va a tutte quelle donne che sognano di diventarlo.
Dopo tutti questi pensieri e riflessioni io e Davide siamo quindi ritornati a casa. Con le scarpe infangate ed il cuore sorridente. Felici di esserci vissuti. Di aver fatto un pò della nostra felicità.
E per voi, cos'è la vita?
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venerdì 19 novembre 2010
Tu chiamale se vuoi... Emozioni!
C'è una canzone di Battisti che io adoro. A dire il vero adoro quasi tutte le canzoni di Battisti!
Ma ce n'è una che mi commuove profondamente. E ad essere sinceri quasi tutte le canzoni di Battisti mi toccano e mi commuovono profondamente!
Però ce n'è una che lo fa in modo particolare. Ed è questa!
Stamattina dopo molto tempo l'ho riascoltata alla radio. Ed allora è nato un pensiero. E poi un altro. E poi un altro ancora. Fino a che non è nato questo post. Il mio trecentesimo post da quando ho aperto al mondo la mia soffitta.
Perchè sono le emozioni che ci fanno sentire vivi. Le emozioni quelle dolci e buone. Le emozioni quelle amare e dolorose. Le emozioni tutte!
Ed io in questo periodo della mia vita così meravigliosamente bello ma anche arduo ed impegnativo, io mi sento come le corde di una chitarra, che vibrano e tremano violentemente al tocco più delicato della maestra Vita. Sensibile fino all'osso mi descriverei, tanto che per quasi un nonnulla io mi emoziono e spesso piango. E mi sento anche un pò pazza ma allo stesso tempo fortunata in tal senso di esserlo. Perchè cavolo! Io mi sento viva!
Ed ho pianto, per esempio, quando l'altro giorno cercando qualche canzoncina simpatica su internet da imparare per poi cantare al mio amore di bambino, sono inciampata in questa. E dovete ascoltarla tutta, perchè è una canzoncina allegra ma meravigliosamente toccante. E perchè mi tocca? Perchè mi fa pensare a quanto sia stata fortunata a ricevere in dono Davide. A quanta sia importante io per lui. Lui che da me chiede solo amore e coccole. Ed io onorata e commossa... piango!
Emozioni... come quando ieri sera con papà Bambo e due mie carissime amiche abbiamo festeggiato i suoi primi due mesi di vita. Una cena informale. Un dolcetto preparato in casa per l'occasione. Due candeline. Tanti auguri a te!" cantata tutti in coro sottovoce. Tutto per lui.
Per lui che è il nostro amore. Per lui che è meraviglioso vederlo crescere. Giorno dopo giorno.
Emozione nel notare i suoi piccoli grandi progressi.
Da una settimana sta bello dritto con la testa poggiato saldamente sui gomiti. Stamattina al nostro risveglio, mentre giocavamo nel lettone, lui per la prima volta al solletico sotto le ascelle ha riso! Ha riso tre volte. Ha fatto proprio Ah ah ah!!! Oh che emozione!
Emozione.. trascorrere una serata tranquilla in casa con le amiche. Godere serenamente della loro compagnia mentre Giacomo cucinava e ripuliva poi la cucina. Scambiarci confidenze e sentirsi il cuore riscaldato dalle carezze dei loro abbracci. Le coccole non piacciono mica solo a Davide sapete?
Emozione sentire il loro affetto. Sentirmi voluta bene.
Emozione... riaprire quella scatola. La scatola che una volta mia nonna mi mostrò da bambina.
Quella scatola ora custodita da mia madre è capitata quasi per caso tra le mie mani, una settimana fa.
Quella scatola che conserva lettere e cartoline d'amore. Parole antiche e quasi formali ma sinceramente affettuose. Scambi epistolari scritti in bella grafìa tra mio nonno militare spedito in guerra e mia nonna giovinetta che lo aspettava in Italia per farsi da lui sposare.
Ed il cuore fa un tonfo. Perchè quei due giovani innamorati dall'anno scorso non ci sono più. E mi mancano, mi mancano immensamente. Soprattutto Nonna Santina. Mi manca il suo odore di mamma. I suoi abbracci. Le sue tirate d'orecchio. Mi manca la sua voce allegra ed ottimista.
Il sorriso nel ricordarli si confonde con una smorfia di dolore. E' anche questa un'emozione!
E non riuscire a spiegarsi perchè a quella gioia di viversi fa eco l'assenza di una parte di cuore rimasta a casa a dormire in una culla. Rendersi conto che niente sarà più come prima. Ritrovarsi nelle parole di Caia e dispiacersene.. nonostante tutto!
Emozione... le dita intrecciate di Davide e Lallo. Scatti che mi hanno scosso l'anima. Perchè in quelle mani piccole e delicate di mio figlio e di mio fratello, nel loro stringersi, afferrarsi, sorreggersi, leggo la potenza e la forza dell'amore nella sua manifestazione massima... la vita! E non chiamateli piccole creature indifese, ma eroi e giganti di questa esistenza.
Ma ce n'è una che mi commuove profondamente. E ad essere sinceri quasi tutte le canzoni di Battisti mi toccano e mi commuovono profondamente!
Però ce n'è una che lo fa in modo particolare. Ed è questa!
Stamattina dopo molto tempo l'ho riascoltata alla radio. Ed allora è nato un pensiero. E poi un altro. E poi un altro ancora. Fino a che non è nato questo post. Il mio trecentesimo post da quando ho aperto al mondo la mia soffitta.
Perchè sono le emozioni che ci fanno sentire vivi. Le emozioni quelle dolci e buone. Le emozioni quelle amare e dolorose. Le emozioni tutte!
Ed io in questo periodo della mia vita così meravigliosamente bello ma anche arduo ed impegnativo, io mi sento come le corde di una chitarra, che vibrano e tremano violentemente al tocco più delicato della maestra Vita. Sensibile fino all'osso mi descriverei, tanto che per quasi un nonnulla io mi emoziono e spesso piango. E mi sento anche un pò pazza ma allo stesso tempo fortunata in tal senso di esserlo. Perchè cavolo! Io mi sento viva!
Ed ho pianto, per esempio, quando l'altro giorno cercando qualche canzoncina simpatica su internet da imparare per poi cantare al mio amore di bambino, sono inciampata in questa. E dovete ascoltarla tutta, perchè è una canzoncina allegra ma meravigliosamente toccante. E perchè mi tocca? Perchè mi fa pensare a quanto sia stata fortunata a ricevere in dono Davide. A quanta sia importante io per lui. Lui che da me chiede solo amore e coccole. Ed io onorata e commossa... piango!
Emozioni... come quando ieri sera con papà Bambo e due mie carissime amiche abbiamo festeggiato i suoi primi due mesi di vita. Una cena informale. Un dolcetto preparato in casa per l'occasione. Due candeline. Tanti auguri a te!" cantata tutti in coro sottovoce. Tutto per lui.
Per lui che è il nostro amore. Per lui che è meraviglioso vederlo crescere. Giorno dopo giorno.
Emozione nel notare i suoi piccoli grandi progressi.
Da una settimana sta bello dritto con la testa poggiato saldamente sui gomiti. Stamattina al nostro risveglio, mentre giocavamo nel lettone, lui per la prima volta al solletico sotto le ascelle ha riso! Ha riso tre volte. Ha fatto proprio Ah ah ah!!! Oh che emozione!
Emozione.. trascorrere una serata tranquilla in casa con le amiche. Godere serenamente della loro compagnia mentre Giacomo cucinava e ripuliva poi la cucina. Scambiarci confidenze e sentirsi il cuore riscaldato dalle carezze dei loro abbracci. Le coccole non piacciono mica solo a Davide sapete?
Emozione sentire il loro affetto. Sentirmi voluta bene.
Emozione... riaprire quella scatola. La scatola che una volta mia nonna mi mostrò da bambina.
Quella scatola ora custodita da mia madre è capitata quasi per caso tra le mie mani, una settimana fa.
Quella scatola che conserva lettere e cartoline d'amore. Parole antiche e quasi formali ma sinceramente affettuose. Scambi epistolari scritti in bella grafìa tra mio nonno militare spedito in guerra e mia nonna giovinetta che lo aspettava in Italia per farsi da lui sposare.
Ed il cuore fa un tonfo. Perchè quei due giovani innamorati dall'anno scorso non ci sono più. E mi mancano, mi mancano immensamente. Soprattutto Nonna Santina. Mi manca il suo odore di mamma. I suoi abbracci. Le sue tirate d'orecchio. Mi manca la sua voce allegra ed ottimista.
Il sorriso nel ricordarli si confonde con una smorfia di dolore. E' anche questa un'emozione!
Emozione... lo scorso week-end in Umbria, una gita in moto fino al lago di Corbara. Davide affidato alle cure della nonna per un'ora. Finalmente noi due soli. Solo i Bambi... come prima. Felici di ritrovarci intimamente vicini. Di scattare foto spiritose. Di ammirare i caldi riflessi del sole al tramonto sull'acqua.
E non riuscire a spiegarsi perchè a quella gioia di viversi fa eco l'assenza di una parte di cuore rimasta a casa a dormire in una culla. Rendersi conto che niente sarà più come prima. Ritrovarsi nelle parole di Caia e dispiacersene.. nonostante tutto!
Emozione... le dita intrecciate di Davide e Lallo. Scatti che mi hanno scosso l'anima. Perchè in quelle mani piccole e delicate di mio figlio e di mio fratello, nel loro stringersi, afferrarsi, sorreggersi, leggo la potenza e la forza dell'amore nella sua manifestazione massima... la vita! E non chiamateli piccole creature indifese, ma eroi e giganti di questa esistenza.
Capire tu non puoi,,, tu chiamale se vuoi... Emozioni!
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This moment...
{this moment} - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.
martedì 16 novembre 2010
Come ti porto a spasso il bebè
Davide è un vero giramondo! Sin dai primissimi giorni successivi alla sua nascita l'abbiamo immediatamente portato fuori, all'aria aperta. Davide è già stato dalla famiglia paterna in Calabria e da quella materna in Umbria. Davide ha già fatto con noi qualche prima gita fuori porta.
Fino ad un mesetto fa le temperature erano molto più miti, ma anche adesso che il primo freddo comincia a farsi sentire non lesiniamo qualche bella passeggiata all'aria aperta. Basta attrezzarsi e coprirsi un pò di più. Che poi la necessità fa virtù! Perchè Giacomo lavorando tutto il giorno ed io non avendo nessuno a cui poter affidare il pargoletto, devo necessariamente (e con mio grande piacere) portarlo sempre con me!
Così il piccolo comincia a farsi i primi anticorpi, impara ad apprezzare il piacere di respirare aria fresca e inizia il nuovo gioco della scoperta del mondo!
Appena nato, la maggior parte delle volte che lo portavamo a spasso era nella navetta, quando gli itinerari erano molto lunghi, erano previsti viaggi in macchina o si trattava di andare a fare la spesa.

Il resto delle volte però lo portavo attaccato a me nella fascia portabebè. Il sistema di utilizzo della fascia è molto semplice anche se le prime volte bisogna esercitarsi un pò. Esistono diverse modalità di utilizzo della fascia. Quando il bimbo è neonato può essere portato in posizione fetale (come nella foto qui sotto) oppure in posizione canguro o verticale (come mostra questo video).
Con il passare del tempo però ho cominciato a preferire alla fascia i due mei-tai che ho cucito mentre ero incinta (grazie ancora al tutorial di La Casa nella prateria), sia nella versione estiva con la fantasia a fiori, sia nella versione invernale, bordeaux, con imbottitura interna.
Benchè sia fascia che mei-tai consentano entrambi un contatto molto intimo tra mamma e bambino, particolarmente consigliato soprattutto nei primi mesi di vita, il mei-tai è a mio avviso molto più pratico e veloce da indossare. La fascia poi, almeno quella che utilizzo io, essendo elastica tende dopo un pò che è stata indossata ad allentarsi dandomi forse la non fondata impressione che io mi stia perdendo il piccolino da un momento all'altro. Proprio per questo motivo ogni tanto devo fermarmi per risistemarla e riposizionare correttamente il bambino.
Ad ogni modo, sia fascia che mei-tai, come anche i più comuni marsupi, sono tutti metodi alternativi e comunque validi per portare con sè i più piccoli conciliando la loro più o meno spiccata praticità con l'esigenza del piccolo di stare a stretto contatto con i genitori.
Unico e non irrilevante inconveniente, almeno per me, è il mal di schiena. Davide tra pochi giorni compirà due mesi e già pesa più di cinque chili! Almeno fino a quando il piccolo non potrà essere portato sulla schiena (ossia quando riuscirà a tenere saldamente la testa dritta) il suo peso portato in avanti può aggravare una non corretta postura della madre e portare dolore soprattutto nella zona lombare.
Ma alla fine... si possono sempre sfruttare le spalle forti di papà!
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