Poi mi piacerebbe capire come ha fatto ad arrampicarsi fin lassù!
In questa casa c'è una sovrappopolazione di rossi!
Oltre a Giacomo ed a Davide, pure il gatto! Uff... Mi sento in minoranza!
Stamattina leggendo questo articolo ho cominciato a farci qualche pensierino...
Perchè? Io rossa no?
domenica 31 luglio 2011
Dov'è Billo?
Siamo nuovamente partiti. Questa volta ci troviamo in Calabria. Una settimana dalla famiglia di Giacomo. Tanto riposo, coccole a volontà, cibo delizioso (ed altamente calorico), sagre e feste popolari di paese... e magari un pò di mare... anche se per il momento non se ne parla proprio... almeno fin quando a Davide non sarà passata questa antipatica febbre.
Niente tosse, niente raffreddore... che siano semplicemente i dentini?
D'estate vanno di moda le parole crociate ed i giochi enigmistici. Oggi vi invito a giocare con me ad "Attenti al gatto!". Sapete dirmi dov'è il nostro caro Billo?
Vi dico solo che a trovarlo ci abbiamo messo un pò anche noi! :-)
martedì 26 luglio 2011
Impressioni di fine Luglio
A volte capita che un uguale vissuto trascini con sé emozioni diverse. Sfumature dai toni più chiari o più scuri a seconda del nostro sentire, del nostro vibrare alle percussioni della vita.
Il mondo come lo vediamo dipende dal nostro modo di percepirlo. Una cosa è bella o brutta perchè tale la vuole riscoprire il nostro cuore. Un colore, un suono, una forma, un sapore possono essere intuiti in così tanti differenti modi.
Oggi la mia sensibilità è più acuta di ieri. E se le foto che seguono sono state scattate appena pochi giorni fa, io mi riscopro a riviverle con emozioni diverse. Queste le mie impressioni di fine Luglio.
Davide al suo risveglio. Bello come il sole che amo. Tra le lenzuola si gira e si rigira poi punta l'obiettivo e si ferma. Mi guarda fisso, immobile. E' serio. Il mio bimbo mi fa paura. Era ieri che lo tenevo adagiato cuore contro cuore. Neanche la testa teneva dritta. Il suo pianto per dire "ho bisogno!". Io a cercare di capire "che cosa". E se sbagliavo lui poteva rispondere "accontentiamoci!". Ora invece lui chiede "questo" o "quello" e se interpreto male pure si arrabbia.
Il suo sguardo ora ha una volontà sua. Un essere consapevole. Non mi pare più un neonato. E' già un bimbo grande. No, non lo so se sono già pronta.
Poi scoppia a ridere. Riprende a giocare. E mi pare che il tempo riprenda anche lui la sua giusta dimensione. Davide è ancora piccolino.
Però quest'impressione mi insegna. Mi insegna ad imparare a dilatare il tempo. La sua vita la voglio vivere al rallentatore. E così anche la mia! Davide insegna...
Abbiamo trascorso lo scorso week-end a Pollutri. Un piccolo paesino abruzzese non lontano dal mare. Questa terra ha un fascino speciale. Gli appezzamenti di terreno sembrano piccole toppe di una verde coperta patch-work. La mia impressione è stata riscoprirmi un gigante che osserva dall'alto il mondo. Le case piccoline, gli alberi cespuglio, le strade disegnate. Come quel plastico di trenini su cui Nonno ci ha lavorato una vita e che noi abbiamo dovuto dar via per pochi euro. Perchè aperto occupava esattamente una stanza. Perchè nessuno di noi sarebbe stato capace di farlo funzionare di nuovo. E se Nonno potesse, ora penso che verrebbe a tirarci i piedi di notte!
Penso alla vita che crea, all'uomo che inventa ed a quello che rimane dopo di noi. Le cose vanno. L'amore resta.
Cosa mi attrae e cosa invece lascia indifferente qualcun altro? E quando e perché questo succede anche al contrario? Questa porta di legno vecchia e sgangherata l'ho mirata e rimirata per non so quante volte. Al di là del suo passaggio una finestra aperta lasciava filtrare un caldo raggio di sole. Strano, ogni volta che mi avvicinavo per fermare questo istante una nuvola arrivava a coprire la sua luce. Ho avuto l'impressione che questa porta avesse un significato speciale per me. La curiosità nella scoperta dell'ignoto, del futuro, del domani, delle occasioni della vita. La speranza di luce. Di un destino buono. Ho rigirato le spalle alla porta e me ne sono andata. I dubbi offuscano il presente. Tanto vale pensare di vivere solo questo. Almeno finché è così generoso!
A volte mi chiedo... Chissà che impressione hanno gli altri di noi. E non parlo rivolgendomi semplicemente a chi legge il mio blog. Forse siamo più veri qui che in qualsiasi altro contesto! Parlo di chi ci vive nel lavoro, al di fuori della famiglia. Chi ci osserva solo di sfuggita mentre siamo in fila per pagare alle casse del supermercato. Le persone con cui scambiamo il saluto la mattina. Gli altri genitori che incontriamo al parco. Gli amici, quelli meno vicini.
Troppo spesso mi è capitato di pensare con gioia ed ammirazione "Quella è proprio una bella famiglia!". Avere l'impressione che tutto sia a posto, pulito e perfetto. E poi invece scoprire che tutto è il contrario di tutto. Che quella che si mostra agli altri è solo una maschera di finti sorrisi e di ipocrisia. E nello scoprirlo rimanerci male. Veramente male. Perché i buoni esempi sono sempre troppo pochi! Mi chiedo quindi che impressione noi facciamo agli altri. Le foto che pubblico ci ritraggono sempre nelle pose migliori, nei momenti in cui siamo più predisposti a sorridere e sembrare amabili. Oh no... se questa è l'impressione che avete di noi per favore cancellatela! Perché siamo una bella famiglia, e su questo non pongo alcun dubbio. Ma siamo una famiglia perfettamente imperfetta. Ci arrabbiamo, litighiamo, facciamo pace e ci riabbracciamo. Bisticciamo per stupidi pretesti ed a volte teniamo anche un pò il muso. Affrontiamo momenti di crisi come un pò tutti ma sappiamo metterci in discussione ed ammettere quando serve di aver avuto torto. Diciamo "grazie" e "perdono". Ma ogni tanto parte anche un garbato "vai a quel paese". Diciamo che con Davide stiamo cercando di imparare ad essere un pò più ragionevoli. Che l'esempio dei miei genitori in casa non lo vorrei proprio replicare. Oh forse è per lui che sembriamo una famiglia migliore...Oh beh.. allora benvenga!
Mi attrae e mi mette paura.
Il mare.
Mi affascina per la sua poesia, per i suoi colori, per il suo dare. Mi intimorisce per la sua grandezza, per la sua forza, per il suo prendere. Gioia nei suoi giochi. Terrore nel suo perdersi. Come quella volta che da ragazzina con mia sorella ci siamo spinte troppo al largo. La secca si era spostata lontana da terra. La corrente ci portava via dalla riva. Il terrore nei miei occhi. Claudia che non sapeva nuotare bene cercava in me la salvezza. Si aggrappava, mi tirava giù. Io presa dal panico in tutto questo trovavo solo il coraggio di scoppiare a ridere. Come a sfidare la paura. Ed intanto sott'acqua ad affogare ci pensavo da sola. I bagnini sono arrivati appena in tempo. Sono venuti a prenderci con un pedalò. Io spavalda non ci sono voluta salire sopra. Sono voluta tornare a riva con le mie uniche forze. Sbracciando e sfiancandomi fino alla fine per non ammettere che avevo fatto una bella cretinata e che tutto era sotto controllo. Ma chi ero? Ero sempre io?
Ho l'impressione che questa esperienza mi abbia segnato per la vita. Io ora che osservo il mare senza più alcuna voglia di sfida. Con rispetto. Me ne sto un pò alla larga.
Bello. Bello il mare. Dai sentimenti un pò contrastanti come in questo video.
Una marea di emozioni e sensazioni che si infrangono in modo diverso sulle sponde del mio cuore...
La forza della vita. Nei passetti coraggiosi di mio figlio. Nella pancia sorridente di mia sorella.
La vivacità e la voglia di scoperta di Davide. Da lontano lo ammira. Vorrebbe corrergli incontro. Gettarsi tra le sue onde. Lui che così tanto ama l'acqua! Prima però, vorrei insegnargli a nuotare ed a temerlo. Oh Vita mia!
E lo scorso week-end è stata l'occasione per rincontrarci con mia sorella e la sua famiglia.
Che bello rivedere i cuginetti insieme. Piano piano le distanze si accorciano. Presto i loro 5 mesi di differenza si trasformeranno in una manciata di secondi.
Li guardo vicini, Cassandra e Davide, e ripenso a noi due sorelle, a quando eravamo piccole. A quanto abbiamo giocato insieme. Ai nostri sorrisi, ai nostri pianti. Ed ho l'impressione di vivere questi momenti come se fossero dei piccoli flash-back. Noi due torniamo bambine. Noi due ci riscopriamo sorelle. Ancora di più!
E queste impressioni di fine Luglio mi scuotono e mi sorprendono. Perchè mi piace la sensazione che lasciano sulla pelle. Come le rughe sulla pianta dei piedini troppo a mollo nell'acqua.
Questi segni della vita mi ricordano che sono viva!
Il mondo come lo vediamo dipende dal nostro modo di percepirlo. Una cosa è bella o brutta perchè tale la vuole riscoprire il nostro cuore. Un colore, un suono, una forma, un sapore possono essere intuiti in così tanti differenti modi.
Oggi la mia sensibilità è più acuta di ieri. E se le foto che seguono sono state scattate appena pochi giorni fa, io mi riscopro a riviverle con emozioni diverse. Queste le mie impressioni di fine Luglio.
Davide al suo risveglio. Bello come il sole che amo. Tra le lenzuola si gira e si rigira poi punta l'obiettivo e si ferma. Mi guarda fisso, immobile. E' serio. Il mio bimbo mi fa paura. Era ieri che lo tenevo adagiato cuore contro cuore. Neanche la testa teneva dritta. Il suo pianto per dire "ho bisogno!". Io a cercare di capire "che cosa". E se sbagliavo lui poteva rispondere "accontentiamoci!". Ora invece lui chiede "questo" o "quello" e se interpreto male pure si arrabbia.
Il suo sguardo ora ha una volontà sua. Un essere consapevole. Non mi pare più un neonato. E' già un bimbo grande. No, non lo so se sono già pronta.
Poi scoppia a ridere. Riprende a giocare. E mi pare che il tempo riprenda anche lui la sua giusta dimensione. Davide è ancora piccolino.
Però quest'impressione mi insegna. Mi insegna ad imparare a dilatare il tempo. La sua vita la voglio vivere al rallentatore. E così anche la mia! Davide insegna...
Abbiamo trascorso lo scorso week-end a Pollutri. Un piccolo paesino abruzzese non lontano dal mare. Questa terra ha un fascino speciale. Gli appezzamenti di terreno sembrano piccole toppe di una verde coperta patch-work. La mia impressione è stata riscoprirmi un gigante che osserva dall'alto il mondo. Le case piccoline, gli alberi cespuglio, le strade disegnate. Come quel plastico di trenini su cui Nonno ci ha lavorato una vita e che noi abbiamo dovuto dar via per pochi euro. Perchè aperto occupava esattamente una stanza. Perchè nessuno di noi sarebbe stato capace di farlo funzionare di nuovo. E se Nonno potesse, ora penso che verrebbe a tirarci i piedi di notte!
Penso alla vita che crea, all'uomo che inventa ed a quello che rimane dopo di noi. Le cose vanno. L'amore resta.
Cosa mi attrae e cosa invece lascia indifferente qualcun altro? E quando e perché questo succede anche al contrario? Questa porta di legno vecchia e sgangherata l'ho mirata e rimirata per non so quante volte. Al di là del suo passaggio una finestra aperta lasciava filtrare un caldo raggio di sole. Strano, ogni volta che mi avvicinavo per fermare questo istante una nuvola arrivava a coprire la sua luce. Ho avuto l'impressione che questa porta avesse un significato speciale per me. La curiosità nella scoperta dell'ignoto, del futuro, del domani, delle occasioni della vita. La speranza di luce. Di un destino buono. Ho rigirato le spalle alla porta e me ne sono andata. I dubbi offuscano il presente. Tanto vale pensare di vivere solo questo. Almeno finché è così generoso!
Troppo spesso mi è capitato di pensare con gioia ed ammirazione "Quella è proprio una bella famiglia!". Avere l'impressione che tutto sia a posto, pulito e perfetto. E poi invece scoprire che tutto è il contrario di tutto. Che quella che si mostra agli altri è solo una maschera di finti sorrisi e di ipocrisia. E nello scoprirlo rimanerci male. Veramente male. Perché i buoni esempi sono sempre troppo pochi! Mi chiedo quindi che impressione noi facciamo agli altri. Le foto che pubblico ci ritraggono sempre nelle pose migliori, nei momenti in cui siamo più predisposti a sorridere e sembrare amabili. Oh no... se questa è l'impressione che avete di noi per favore cancellatela! Perché siamo una bella famiglia, e su questo non pongo alcun dubbio. Ma siamo una famiglia perfettamente imperfetta. Ci arrabbiamo, litighiamo, facciamo pace e ci riabbracciamo. Bisticciamo per stupidi pretesti ed a volte teniamo anche un pò il muso. Affrontiamo momenti di crisi come un pò tutti ma sappiamo metterci in discussione ed ammettere quando serve di aver avuto torto. Diciamo "grazie" e "perdono". Ma ogni tanto parte anche un garbato "vai a quel paese". Diciamo che con Davide stiamo cercando di imparare ad essere un pò più ragionevoli. Che l'esempio dei miei genitori in casa non lo vorrei proprio replicare. Oh forse è per lui che sembriamo una famiglia migliore...Oh beh.. allora benvenga!
Mi attrae e mi mette paura.
Il mare.
Mi affascina per la sua poesia, per i suoi colori, per il suo dare. Mi intimorisce per la sua grandezza, per la sua forza, per il suo prendere. Gioia nei suoi giochi. Terrore nel suo perdersi. Come quella volta che da ragazzina con mia sorella ci siamo spinte troppo al largo. La secca si era spostata lontana da terra. La corrente ci portava via dalla riva. Il terrore nei miei occhi. Claudia che non sapeva nuotare bene cercava in me la salvezza. Si aggrappava, mi tirava giù. Io presa dal panico in tutto questo trovavo solo il coraggio di scoppiare a ridere. Come a sfidare la paura. Ed intanto sott'acqua ad affogare ci pensavo da sola. I bagnini sono arrivati appena in tempo. Sono venuti a prenderci con un pedalò. Io spavalda non ci sono voluta salire sopra. Sono voluta tornare a riva con le mie uniche forze. Sbracciando e sfiancandomi fino alla fine per non ammettere che avevo fatto una bella cretinata e che tutto era sotto controllo. Ma chi ero? Ero sempre io?
Ho l'impressione che questa esperienza mi abbia segnato per la vita. Io ora che osservo il mare senza più alcuna voglia di sfida. Con rispetto. Me ne sto un pò alla larga.
Bello. Bello il mare. Dai sentimenti un pò contrastanti come in questo video.
Una marea di emozioni e sensazioni che si infrangono in modo diverso sulle sponde del mio cuore...
La forza della vita. Nei passetti coraggiosi di mio figlio. Nella pancia sorridente di mia sorella.
La vivacità e la voglia di scoperta di Davide. Da lontano lo ammira. Vorrebbe corrergli incontro. Gettarsi tra le sue onde. Lui che così tanto ama l'acqua! Prima però, vorrei insegnargli a nuotare ed a temerlo. Oh Vita mia!
E lo scorso week-end è stata l'occasione per rincontrarci con mia sorella e la sua famiglia.
Che bello rivedere i cuginetti insieme. Piano piano le distanze si accorciano. Presto i loro 5 mesi di differenza si trasformeranno in una manciata di secondi.
Li guardo vicini, Cassandra e Davide, e ripenso a noi due sorelle, a quando eravamo piccole. A quanto abbiamo giocato insieme. Ai nostri sorrisi, ai nostri pianti. Ed ho l'impressione di vivere questi momenti come se fossero dei piccoli flash-back. Noi due torniamo bambine. Noi due ci riscopriamo sorelle. Ancora di più!
E queste impressioni di fine Luglio mi scuotono e mi sorprendono. Perchè mi piace la sensazione che lasciano sulla pelle. Come le rughe sulla pianta dei piedini troppo a mollo nell'acqua.
Questi segni della vita mi ricordano che sono viva!
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Pensieri ed emozioni
venerdì 22 luglio 2011
This moment...
This moment...
{this moment} - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember
mercoledì 20 luglio 2011
Umbria Jazz 2011
E' il sesto anno di seguito che con Giacomo decidiamo di passare il primo o il secondo week-end di Luglio a Perugia, per l'Umbria Jazz. Qui ci siamo ritrovati appena fidanzati per il nostro primo romantico viaggio fuori porta. Qui ci siamo nuovamente riscoperti negli anni successivi. L'anno scorso con una sorridente, felice e pesante pancia. Quest'anno in tre. Anzi in cinque, visto che stavolta a noi si sono aggregate anche Zia Marina e la cuginetta Camilla.
Insomma, ormai per noi questo è diventato un appuntamento fisso, quasi un'istituzione!
Amiamo la musica, moltissimo quella jazz. Amiamo ritrovarci in mezzo alla gente e magari fare nuove gioiose conoscenze. Amiamo ammirare gli artisti improvvisare jazz-session sui marciapiedi ai bordi delle strade. Amiamo questa città. Perugia. Così giovane. Così piena di vita, di entusiasmo, di arte.
E lascio a voi qualche scatto che la immortala bella, soprattutto nei giorni di festa appena trascorsi... Bella così come la vedo io...
Insomma, ormai per noi questo è diventato un appuntamento fisso, quasi un'istituzione!
Amiamo la musica, moltissimo quella jazz. Amiamo ritrovarci in mezzo alla gente e magari fare nuove gioiose conoscenze. Amiamo ammirare gli artisti improvvisare jazz-session sui marciapiedi ai bordi delle strade. Amiamo questa città. Perugia. Così giovane. Così piena di vita, di entusiasmo, di arte.
E lascio a voi qualche scatto che la immortala bella, soprattutto nei giorni di festa appena trascorsi... Bella così come la vedo io...
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martedì 19 luglio 2011
10 mesi!
Oh quanto cresci in fretta! A volte ti guardo e già mi sembri così grande!
E' strano pensare che appena 10 mesi fa tu ancora non c'eri... eppure è come se fossi sempre stato qui, in mezzo a noi!
Papà ti chiama "Cuoricino mio"...
Io ti chiamo "Tesoro mio"...
Quanti bei nuovi nomi ti abbiamo trovato!
A te che rendi la nostra vita giorno dopo giorno sempre più bella e ricca...
A te piccolino... Tanti auguri da Mamma e Papà!
lunedì 18 luglio 2011
La parola più cara
Alla vigilia dei tuoi primi 10 mesi di vita, ieri.
No, stavolta non si è trattato di un esperimento involontario di lallazione come già è successo una settimana fa.
Con il labbretto inferiore infilato curiosamente sotto quello superiore. La bava che ti colava sulla maglietta ormai fradicia (che secondo me stai per mettere un altro dentino). Hai aperto e chiuso velocemente la bocca. Hai tirato fuori una tenera vocina.
Hai detto:
Mwa-mwa...
Mwa-mma...
Ma-mwa...
Mam-ma!
Hai detto Mamma!
Hai detto MAMMA!!
Mamma.. Mamma... Mamma... Mamma...
Quante volte l'hai ripetuto!!!
...
Mamma... ma lo senti? Ti sto chiamando per nome!!!
Oh amore mio... mi ci stai chiamando da una vita... da quando appena nato mi hai regalato il tuo primo vagito... Però ora... ora è ancora più bello! Ora che tu hai pronunciato la parola più cara del mondo. Ora che oltre ad essere figlia sono anche madre. Ora lo so!
Qualunque cosa nella vita accada. Da oggi e per sempre io sarò la tua Mamma!
No, stavolta non si è trattato di un esperimento involontario di lallazione come già è successo una settimana fa.
Con il labbretto inferiore infilato curiosamente sotto quello superiore. La bava che ti colava sulla maglietta ormai fradicia (che secondo me stai per mettere un altro dentino). Hai aperto e chiuso velocemente la bocca. Hai tirato fuori una tenera vocina.
Hai detto:
Mwa-mwa...
Mwa-mma...
Ma-mwa...
Mam-ma!
Hai detto Mamma!
Hai detto MAMMA!!
Mamma.. Mamma... Mamma... Mamma...
Quante volte l'hai ripetuto!!!
...
Mamma... ma lo senti? Ti sto chiamando per nome!!!
Oh amore mio... mi ci stai chiamando da una vita... da quando appena nato mi hai regalato il tuo primo vagito... Però ora... ora è ancora più bello! Ora che tu hai pronunciato la parola più cara del mondo. Ora che oltre ad essere figlia sono anche madre. Ora lo so!
Qualunque cosa nella vita accada. Da oggi e per sempre io sarò la tua Mamma!
venerdì 15 luglio 2011
This moment...
{this moment} - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.
giovedì 14 luglio 2011
Cuscino con noccioli di ciliegia
Me l'ero ripromessa!
La prossima volta che facciamo la marmellata di ciliegie invece di buttare via i noccioli devo assolutamente metterli da parte. Che fortuna! Quella volta me ne sono ricordata!
Ed ecco quindi che finalmente sono riuscita a creare il nostro primo cuscino di noccioli di ciliegia.
Come cosa ne faccio?
Io in realtà mi chiedo come sia riuscita a viverne senza fino ad oggi! :-)
Non so se tutti già lo sapete, ma i noccioli delle ciliegie hanno una meravigliosa capacità: sono un ottimo conduttore termico! Il legno naturale dei noccioli riesce ad accumulare il caldo ed il freddo ed a rilasciarlo lentamente. Si prestano quindi perfettamente nella termoterapia.
Se il cuscino con i noccioli di ciliegia viene riscaldato per pochi minuti nel forno a micro-onde a 600W o nel forno normale preriscaldato a 100°C può essere usato come valido rimedio terapeutico contro i dolori articolari, cervicali, cefalee, mal di schiena, sciatalgie, geloni, stanchezza, tensioni da stress o più semplicemente in sostituzione della classica borsa dell'acqua calda. Riposto nel lettino o nella culla dei bimbi in inverno prepara per loro un caldo giaciglio. Mediante la diffusione omogenea del calore se posato sul petto riesce ad offrire un valido aiuto per combattere la tosse e la bronchite mentre se adagiato sul pancino dei piccolini è in grado di alleviare gli antipatici disturbi delle colichette intestinali. Ottimo rimedio anche per alleviare in noi donne i dolori mestruali.
Allo stesso modo può essere utilizzato per dare un pò di refrigerio! Ed oggi che a Roma ci sono "appena" 40° sembra che non ci sia niente di più allietante! Basta riporre il cuscino per un paio d'ore nel congelatore avendo l'accortezza di avvolgerlo in un sacchettino di plastica per evitare che la stoffa si bagni. Poi anche in questo caso gli usi possono essere i più svariati: per alleviare contusioni, contro dolori muscolari, traumi articolari, per massaggiare le gambe, contro le punture degli insetti, per alleviare gonfiori e mal di denti.
Ma non pensiate che le sue applicazioni termino qui! Il sacchetto lasciato semplicemente nelle mani dei bambini aiuta a stimolare e migliorare la loro manualità, mentre il meraviglioso suono dei noccioli che si incontrano e si scontrano tra loro regala un nuovo divertente gioco acustico.
Ed ora ecco qualche suggerimento su come crearne uno!
Prima di tutto avete bisogno dei noccioli di ciliegia. Ogni volta che gustate questo delizioso frutto potete metterli da parte come abbiamo fatto noi. In questo caso dovete prima lavarli per bene, poi farli bollire per una mezz'oretta in un pentolino con dell'acqua, rimuovere i rimasugli di polpa con una bella sferzata di canovaccio e dunque lasciarli essiccare al sole per un paio d'ore.
Se invece vi sentite pigri e volete saltare questo primo passaggio sappiate che in commercio i noccioli di ciliegia possono essere acquistati già belli pronti lavati e puliti (ad esempio qui)... La grande differenza è che nel primo caso sono "gratis" nel secondo invece a pagamento (ed a mio avviso non costano poi così poco!).
Ora dobbiamo cucire il cuscino.
Tagliate due rettangoli di stoffa della dimensione che volete.
Metteteli dritto contro dritto (pancia contro pancia, come piace dire a me :-)) e cucite a mano o con la macchina da cucire lungo tutto il perimetro lasciando da un lato una taschina aperta. Fatto ciò rovesciate il lavoro facendo passare il dritto della stoffa dall'apertura della taschina (come se stesse rigirando un calzino!).
Riempite il sacchetto con i noccioli di ciliegia e quindi chiudete l'apertura con un punto nascosto.
Et voilà il cuscino con i noccioli di ciliegia è pronto per mille e più usi!
La prossima volta che facciamo la marmellata di ciliegie invece di buttare via i noccioli devo assolutamente metterli da parte. Che fortuna! Quella volta me ne sono ricordata!
Ed ecco quindi che finalmente sono riuscita a creare il nostro primo cuscino di noccioli di ciliegia.
Come cosa ne faccio?
Io in realtà mi chiedo come sia riuscita a viverne senza fino ad oggi! :-)
Non so se tutti già lo sapete, ma i noccioli delle ciliegie hanno una meravigliosa capacità: sono un ottimo conduttore termico! Il legno naturale dei noccioli riesce ad accumulare il caldo ed il freddo ed a rilasciarlo lentamente. Si prestano quindi perfettamente nella termoterapia.
Se il cuscino con i noccioli di ciliegia viene riscaldato per pochi minuti nel forno a micro-onde a 600W o nel forno normale preriscaldato a 100°C può essere usato come valido rimedio terapeutico contro i dolori articolari, cervicali, cefalee, mal di schiena, sciatalgie, geloni, stanchezza, tensioni da stress o più semplicemente in sostituzione della classica borsa dell'acqua calda. Riposto nel lettino o nella culla dei bimbi in inverno prepara per loro un caldo giaciglio. Mediante la diffusione omogenea del calore se posato sul petto riesce ad offrire un valido aiuto per combattere la tosse e la bronchite mentre se adagiato sul pancino dei piccolini è in grado di alleviare gli antipatici disturbi delle colichette intestinali. Ottimo rimedio anche per alleviare in noi donne i dolori mestruali.
Allo stesso modo può essere utilizzato per dare un pò di refrigerio! Ed oggi che a Roma ci sono "appena" 40° sembra che non ci sia niente di più allietante! Basta riporre il cuscino per un paio d'ore nel congelatore avendo l'accortezza di avvolgerlo in un sacchettino di plastica per evitare che la stoffa si bagni. Poi anche in questo caso gli usi possono essere i più svariati: per alleviare contusioni, contro dolori muscolari, traumi articolari, per massaggiare le gambe, contro le punture degli insetti, per alleviare gonfiori e mal di denti.
Ma non pensiate che le sue applicazioni termino qui! Il sacchetto lasciato semplicemente nelle mani dei bambini aiuta a stimolare e migliorare la loro manualità, mentre il meraviglioso suono dei noccioli che si incontrano e si scontrano tra loro regala un nuovo divertente gioco acustico.
Ed ora ecco qualche suggerimento su come crearne uno!
Prima di tutto avete bisogno dei noccioli di ciliegia. Ogni volta che gustate questo delizioso frutto potete metterli da parte come abbiamo fatto noi. In questo caso dovete prima lavarli per bene, poi farli bollire per una mezz'oretta in un pentolino con dell'acqua, rimuovere i rimasugli di polpa con una bella sferzata di canovaccio e dunque lasciarli essiccare al sole per un paio d'ore.
Se invece vi sentite pigri e volete saltare questo primo passaggio sappiate che in commercio i noccioli di ciliegia possono essere acquistati già belli pronti lavati e puliti (ad esempio qui)... La grande differenza è che nel primo caso sono "gratis" nel secondo invece a pagamento (ed a mio avviso non costano poi così poco!).
Ora dobbiamo cucire il cuscino.
Tagliate due rettangoli di stoffa della dimensione che volete.
Metteteli dritto contro dritto (pancia contro pancia, come piace dire a me :-)) e cucite a mano o con la macchina da cucire lungo tutto il perimetro lasciando da un lato una taschina aperta. Fatto ciò rovesciate il lavoro facendo passare il dritto della stoffa dall'apertura della taschina (come se stesse rigirando un calzino!).
Riempite il sacchetto con i noccioli di ciliegia e quindi chiudete l'apertura con un punto nascosto.
Et voilà il cuscino con i noccioli di ciliegia è pronto per mille e più usi!
Eh eh... A Davide piace usarlo così!
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