lunedì 31 ottobre 2011

Creare la zucca luminosa di Halloween


Ieri mattina a Marsciano in Umbria c'era la fiera delle zucche.
Con Giacomo e nostra cugina Camilla siamo scesi in paese per dargli un'occhiata.
Zucche arancioni, grandi e piccoline. Ripiene e svuotate. Sane, intagliate ed incise.


Faccioni sdentati che facevano capolino in ogni dove.
E se a proposito della festa di Halloween la penso pressapoco come Ester, alla fine anche noi abbiamo ceduto e a casa siamo tornati con una bella zucca da intagliare. :-)

E dunque per creare una zucca luminosa di Halloween si procede così.
Si prende una bella zucca, tonda e simmetrica.


Con un pennarello nero si disegnano i contorni di una bella faccina sorridente. Io a disegnare quella di un mostro ancora non ne sono capace!


Si prende un piatto fondo, lo si posa sulla testa della zucca, e seguendone il contorno se ne taglia tutto intorno la calotta. 
Il metodo è quello proposto da Zio Manlio e copiato dalla tecnica del "taglio a scodella" che facevano una volta i barbieri ai bambini... naturalmente loro si limitavano a tagliare i capelli... sia ben chiaro!


Una volta tolta il cappello alla zucca, la zucca va ripulita e svuotata ben benino con un cucchiaio. Noi abbiamo utilizzato quello speciale che si usa per fare le palline di gelato.


Ora si può procedere intagliando la zucca. La parte più divertente!


Bisogna fare attenzione. Procedere piano piano. Seguire i contorni e staccare un pezzettino alla volta. Nel caso della bocca vi consiglio di suddividere il lavoro in più step: un angolino della bocca, la parte sotto il primo dente, la parte centrale e così via... Un pò di pazienza e la zucca è pronta!


Un lumino acceso dentro e Buon Halloween a tutti voi!


Che ne pensate?
Ok, non fa per niente paura... ma a me piace proprio per questo! Piuttosto mette allegria.... Oh si! :-)

venerdì 28 ottobre 2011

This moment...



This moment - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

giovedì 27 ottobre 2011

Tutorial: cucire una tovaglietta porta-posate per bambini

La notte ha l'oro in bocca!
Si tratta di poche ore preziose, quelle dopo cena. Ore strappate al sonno ed al riposo. Ore impegnate a fare qualcosa di creativo. Qualcosa che mi faccia stare bene. E può anche semplicemente trattarsi di un dolce fatto in casa!

Ogni notte, prima di andare a dormire, preparo per Davide il cestino per il giorno dopo. I pannolini lavabili ben ripiegati nel suo zainetto. Il sacchetto di stoffa del pranzo con dentro il piattino fondo e quello piano. Il cucchiaino. In frigo già pronto un secondo, il contorno e la frutta per il giorno dopo. Il primo piatto invece no, quello lo offre il nido!
Dopo i primi giorni di inserimento al nido di Davide le maestre mi hanno chiesto di portare anche una tovaglietta per il pranzo.
E' stato allora che mi è venuta l'idea!
Oh si! La creerò io una bella tovaglietta per il mio bambino. Una tovaglietta che sia anche un porta posate!
E' nato quindi questo semplice progetto a "misura di bambino".



E visto che il mio post con il tutorial per realizzare un porta posate è tra quelli più letti ed apprezzati... ho pensato di fare il bis, condividendo con voi, in pochi semplici passaggi, tutti gli step per realizzare una tovaglietta porta-posate Baby.


Tutorial per realizzare un Porta-posate Baby

"Ingredienti":
- stoffa fantasia
Meglio se si tratta di due stoffe diverse con fantasie diverse, ancor meglio se riuscite a riciclare vecchi scampoli inutilizzati. Io ho usato quelli che mi sono avanzati dal progetto del telo-reversibile

- nastrino di raso
Anche in questo caso meglio se riciclato. Io ho usato quello di una vecchia bomboniera di laurea. 
Ops.. forse era quello della mia laurea! :-)

- forbici, 

- macchina da cucire (o semplicemente ago e filo)

- amore!

1) Ritagliate dal primo tessuto fantasia (front, parte frontale) un rettangolo della dimensione 30x40 cm. Fate lo stesso con il secondo tessuto fantasia (back, parte retro). Questi, cuciti successivamente insieme, daranno vita alla nostra tovaglietta.

2) Dal secondo tessuto fantasia ritagliate un ulteriore rettangolo più piccolo della dimensione 15x13 cm. Questo diverrà la tasca porta posate.

3) Dal primo tessuto fantasia, o da un altro tessuto ancora (l'importante è che ci sia un contrasto rispetto alla stoffa della parte retro) ritagliate una striscetta di 3,5x13 cm al fine di realizzare il bordino colorato della tasca porta posate. Naturalmente quest'ultimo non è necessario. Serve semplicemente a rendere il lavoro finale ancora più carino!


4) Prendete il rettangolo back della tovaglietta sul lato frontale. Misurate con un metro il centro e cucitevi con pochi punti la parte centrale del nastrino. Quindi fategli un fiocchetto per evitare che successivamente, cucendo insieme la parte front con quella back, possiate per errore cucire anche quest'ultimo.


5) E' il momento di preparare la tasca porta posate.
Prendete il rettangolo di stoffa di 15x13 cm e quello di 3,5x13 cm.

      5.1 Da quello che sarà il futuro bordino ripiegate di circa 1 cm il lato lungo e cucitelo
      5.2 Posizionate a circa 1 cm dal bordo tasca la fascetta appena cucita con la cucitura in basso ed il retro della stoffa verso di voi. Cucite per tutta la lunghezza unendo i due tessuti nella parte alta.
      5.3 Rialzate il bordino appena cucito e portatelo sul retro della tasca.
      5.4. Cucire il bordino alla tasca con un unica cucitura che prenda insieme la parte frontale e quella posteriore.
   

6) Prendete la futura tasca con il bordino appena cucito ed imbastite sul retro tutto intorno l'orlo escludendo la parte superiore (quella con il bordino).


7) Posizionate la taschina nella parte in basso a destra della tovaglietta lato front a circa 3 cm dal bordo laterale e da quello sottostante e spillatene il perimetro.


8) Una volta cucita la tasca alla parte frontale della tovaglietta potete rimuovere gli spilli e l'imbastitura. Attenzione! Non dovete cucire la parte in alto, quella con il bordino per intenderci, altrimenti le posate non potranno più entrarci!
Per predisporre le due mini-taschine porta posate, calcolate il punto centrale della tasca e con l'aiuto del distanziatore dividetela per lungo con una cucitura.


9) Prendete quindi i due lati (front e back) della tovaglietta appena lavorati. Metteteli dritto contro dritto (pancia contro pancia) facendo combaciare bene i lati. Spillate e passate tutto intorno con la macchina da cucire lasciando aperta una tasca di pochi centimetri.


10) Dalla tasca aperta rigirate il lavoro come fosse un calzino. Chiudete l'apertura con un punto nascosto e, se volete, per rifinire, cucite nuovamente lungo tutto il perimetro della tovaglietta a circa 1 cm dal bordo


Fatto!


Io al momento di tovagliette ne ho create tre. La prossima volta ho intenzione di fare una piccola modifica al progetto creando una tasca da posata singola. Che tanto per il momento il mio bimbo usa solo il cucchiaino!
Le tovaglietta è stata creata a "misura di bambino". Naturalmente se volessimo crearne una anche per noi adulti basterebbe modificarne un pò le misure.

... e buona pappa a tutti!

p.s. Grazie ad Ikea, per il bellissimo set di "porcellana".

martedì 25 ottobre 2011

Le mamme non devono ammalarsi mai!

Ieri su FB scrivevo:
Non mi sento per niente bene... febbre, vomito, svenimenti e dolori dappertutto.. e la cosa bella qual'è? Stamattina per un pò di tosse non ho mandato neanche Davide al nido. Me ne sono detta di tutti i colori! Poi però per fortuna sono arrivati i rinforzi! Morale della favola: le mamme non devono ammalarsi mai!


Non possono ammalarsi perchè non si può dire al proprio bimbo "Oggi non si mangia perchè mamma non riesce a stare in piedi" oppure "Oggi niente cambio di pannolino perchè il suo odore mi fa venire la nausea". Non si può chiudere gli occhi e provare a riposare se anche il piccino non decide di fare altrettanto. Non si può dire "dopo" quando esiste un'esigenza immediata. E la mamma passa in secondo piano. Anche quando è ammalata.

Ad ogni modo... stamattina Davide al nido c'è andato eccome!  Io ho avuto un pò il tempo di riprendermi e rimettermi in forze, (più o meno) pronta per affrontare domani una nuova giornata di famiglia e lavoro. E visto il brutto tempo che si prospetta... Speriamo che non si ripeta niente di simile a giovedi scorso!

Grazie a tutti per i vostri pensieri di affetto!
Se mi sono ripresa così in fretta è anche grazie a voi! ;-)

sabato 22 ottobre 2011

Torta allo yougurt con mele e mandorle

Nel post di giovedi scorso tra le righe dicevo: Chiedetemi della torta allo yougurt con mele e mandorle...
E giustamente la mia cara amica Lorenza la ricetta me l'ha chiesta!


Ecco dunque che devo fare subito una premessa: io in cucina per i dolci ho una paura reverenziale. Nel senso che, non è come preparare un primo o un secondo che strada facendo "aggiusti" il sapore portando alla bocca anche per una decina di volte la cucchiarella di legno. No! Con i dolci è tutta una sorpresa. Il successo od il disastro lo scopri solo una volta averli sfornati. Ecco perchè io mi attengo sempre fedelmente alle ricette, quelle degli altri.
Sarà stato per colpa di tutta quell'acqua, però giovedi scorso la mia incoscienza ha preso il sopravvento.. ed io una ricettina l'ho composta lì per lì con quei pochi ingredienti che avevo a disposizione. Ed ok, forse si è trattato di uno sbaglio (sapete quando si dice la fortuna dei principianti?) Però a me questa torta è uscita troppo buona! Non ci credete?
Beh, se volete controbattere l'unica cosa che potete fare è provare a seguire la mia ricetta anche voi..




Torta allo yougurt con mele e mandorle

Ingredienti:
3 uova
200 grammi di farina
200 grammi di zucchero
70 grammi di burro
70 grammi di mandorle sgusciate
10 cucchiai di yougurt intero
1 bustina di lievito
2 belle mele renette

Prendete le uova e sbattetele con lo zucchero ed il burro fuso fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Continuando a sbattere, aggiungete quindi la farina, lo yougurt, le mandorle tritate ed infine il lievito. Tagliate le mele a cubetti ed aggiungetele mischiandole al composto che verserete quindi in una tortiera imburrata ed infarinata. 
Infornate lo stampo in forno preriscaldato a 180° e lasciate cuocere per 30/40 minuti (perdonatemi, qui mi ero dimenticata di controllare l'orologio). Il dolce è pronto quando la superficie diventa dorata e l'interno supera la prova stecchino.


Una torta soffice e leggera (grazie allo yougurt) ma anche dolce e golosa (grazie alle mele e a quel granuloso gusto delle mandorle). Mancava solo una spruzzatina di cannella  (che penso di aver infilato distrattamente in qualche scatolone del trasloco) ed allora avrei potuto tranquillamente proclamare questo dolce "Dolce d'Autunno"!

venerdì 21 ottobre 2011

This moment...



This moment - A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

giovedì 20 ottobre 2011

Roma allagata

Forse è piovuto un pò troppo. Forse invece è piovuto semplicemente tanto. 
Fatto sta che stamattina Roma si è allagata. 


E vi prego, non chiedetemi cosa è successo!
Dovrei descrivervi le acrobazie per portare semi asciutto Davide al nido. Con il suo zainetto sulla mia schiena, a tracolla la borsa con dentro quella del mio pranzo. Sul braccio destro Davide. Nella mano sinistra l'ombrello. La portiera che non si apre perchè qualcuno ha avuto la gentilezza di parcheggiare troppo attaccato alla nostra macchina. Dovrei raccontarvi dei vestiti bagnati asciugati addosso. Dei capelli cotonati per effetto umidità. Del fastidioso mal di gola. Dovrei parlarvi del blocco sulla tangenziale. Della mia "furba" scelta di uscire sulla Tiburtina per poi trovarmi in un fiume in piena con diverse auto sommerse dall'acqua. Dovrei dirvi della mia vicina di casa che mi chiama dicendomi di correre subito a controllare l'appartamento perchè il terrazzo al piano di sopra si è allagato e dalle scale scende una cascata di acqua che entra da sotto le porte d'ingresso. E mi dice di fare presto perchè da lei piove anche dentro casa! E mentre immagino il disastro degli scatoloni del trasloco completamente zuppi, di tutte le nostre cose rovinate, del terrore di dover nuovamente rinscatolare... correre è l'ultima cosa che posso fare. Sono bloccata nel traffico! Ed allora dovrei riferirvi anche del mio perdermi per strade alternative per poi ritornare a prendere la tangenziale. Passare per casa, aiutare come si può la mia vicina con asciugamani e bacinelle e scoprire con un sospiro di sollievo che l'unica acqua che entra è solo quella dalla porta di ingresso. Dovrei raccontarvi di come finalmente arrivata in ufficio, con tre ore di ritardo, scopro che molti dei miei colleghi non sono ancora arrivati.. e non arriveranno.. perchè tra l'altro la metropolitana e chiusa e gli autobus sono impantanati nell'acqua o nel traffico. Dovrei aggiungervi che una volta seduta e tirato un sospiro di sollievo Giacomo mi chiama e mi dice che nel bagno di casa di nonna abbiamo un'infiltrazione e per questo motivo la ditta in quel bagno dovrà sospendere i lavori di ristrutturazione.... E si tratta solo della prima parte della giornata...
No, vi prego... non chiedetemelo!

Chiedetemi piuttosto quanto è bello il cielo al tramonto. Quando le nubi grigie del giorno si tingono di rosa. Quando per un pò dimentico di quanto sia difficile a volte vivere in questa città.


Chiedetemi della torta allo yougurt con mele e mandorle che ho preparato prima di cena mentre Davide stranamente dormiva. Dell'effetto rilassante dello sbattere e mescolare insieme pochi ingredienti rimasti in dispensa.


Chiedetemi di quanto ora, in questo momento, io sia stanca.

Il sonno ormai mi assale... mi mancano ancora alcune cose da fare e poi penso che andrò diritta a dormire... Sperando che Davide mi regali una notte tranquilla.. Sperando che domani sia una giornata di sole! :-)

domenica 16 ottobre 2011

Keep your baby close enough to kiss!

Oggi si conclude la settimana internazionale del Babywearing.



Ma cosa significa "indossare" i bambini?
Significa tenerli addosso. Portarli stretti a sè. Nel posto più naturale e confortevole del mondo. Sulla pancia o sulla schiena della mamma o del papà.
Quando Davide era piccolissimo lo portavo nella fascia. La sua testina posata sul mio cuore. I miei battiti la sua ninna nanna. Il suo calore una dolce coccola d'amore. 


La fascia è stata oltre che una cara abitudine anche una comoda salvezza. Da soli, noi due, per tutta la giornata. Inseparabili. Ovunque. In casa. Al mercato. Al parco. Così vicini potevamo fare di tutto!

Poi mentre Davide cresceva abbiamo iniziato ad usare sempre più spesso i due mei-tai che ho cucito grazie al tutorial di Claudia e che tutt'ora continuo ad utilizzare. Prima Davide sulla pancia. Ed ultimamente quasi sempre sulla schiena. Perchè ormai è così curioso che di guardare sempre e solo i suoi genitori giustamente se ne è stancato!


Ma perchè "indossare" i bambini?
Perchè l'attaccamento del bambino al genitore, e viceversa, non deve essere inteso come forma di regressione piuttosto di crescita, per entrambi.




Il bambino a stretto contatto con il genitore si sente rassicurato e sviluppa lentamente un profondo senso di sicurezza e di fiducia in sé stesso. Contemporaneamente la mamma ed il papà hanno l'occasione di poter entrare più facilmente in intesa con il proprio piccino. Imparare a conoscersi e ad amarsi seguendo l'istinto più animale che c'è in noi e che è fatto di contatti, di odori, di suoni, di sguardi, di anime che si uniscono e che entrano pian piano in armonia, come fossero un corpo solo. Come bimbo e mamma erano già appena pochi mesi prima.
Eppure, quante volte mi sono sentita dire "Se lo tieni sempre in braccio il bambino si vizierà!". Da mia esperienza personale posso confermare che la previsione che mi era stata profetizzata è stata largamente disattesa. Davide è un bimbo che con il passare del tempo è divenuto sempre più autonomo e autosufficiente. E a dirla tutta ora fatico anche un pò a portarlo in giro addosso a me. A lui lo spazio piace esplorarlo da solo! E' tranquillo, mentre gioca sul tappeto oppure si arrampica dove può.

Portare i bambini è un esperienza meravigliosa. Tenerli così vicini da poterli baciare e coccolare quando si vuole...
Dunque, mamme e papà... "Keep your baby close enough to kiss!"

venerdì 14 ottobre 2011

Finalmente oggi è venerdi

Una settimana piena. Faticosa.
In questi ultimi cinque giorni ho dovuto sacrificare molto del mio tempo libero per il lavoro. Ho dovuto trascurare il mio bambino. Ho dovuto trascurarmi. A volte è difficile trovare dei compromessi. E spesso quando si trovano occorre comunque fare i conti con i sensi di colpa.
Ad ogni modo... Sono disposta a volte ad invertire alcune priorità. Va bene. Va bene se poi tutto torna al suo posto. Va bene se poi ogni cosa riprende la sua giusta dimensione. Lavoro e famiglia.

Ed ora... Ora ho bisogno di riprendere un pò il fiato. Di staccare la spina. Di dedicarmi anima e corpo al mio bambino ed al mio Bambo. Di tornare a trovare un pò di spazio per creare. Per fare qualcosa di buono. Di tornare a prendermi cura di me.
Domattina ho fissato un appuntamento dal parrucchiere. Sono emozionata. Non ricordo neanche più quando è stata l'ultima volta.
Anche volersi bene è importante. A volte me ne dimentico.


E finalmente oggi... finalmente oggi è venerdi!

lunedì 10 ottobre 2011

Cuore di mamma... respira...

Siamo stati un pò con il fiato sospeso. Poi finalmente sabato pomeriggio la pediatra dell'Ospedale Bambin Gesù ci ha letto le analisi e sembra che Davide stia benissimo!
Constatando comunque che dall'ultima visita il pulcino è cresciuto di peso 90 grammi e si è accorciato di altezza di 0,5 cm (naturalmente si tratta di un errore di misurazione), ci ha detto "Diamogli fiducia!"  E questa frase penso che sia l'unica frase che io avrei voluto sentirmi dire!


Perchè io lo vedo il mio piccino. Lo vedo vivace, allegro, curioso, gioioso. E penso proprio che bisogna dargli fiducia ed aspettare che cresca da solo. A fine mese comunque abbiamo una nuova visita di controllo. Staremo a vedere. Intanto mamma fa il tifo "Forza Davide!".

Ed intanto mentre di altezza e peso rimaniamo quasi fermi, per il resto continuiamo a crescere.
Ieri Davide ha camminato da solo per la prima volta! Impavido nanetto! Non ha paura di nulla! Si lancia verso corse forsennate. E noi a corrergli dietro per evitare a due centimetri dal pavimento l'ennesima musata o capocciata! 
Oh che gioia! Che emozione!
E mentre mi scopro così fiera ed orgogliosa di questi primi passetti coraggiosi, assaporando con lui la conquista di una nuova vittoria, ancora una volta dentro di me provo un sentimento contrastante. Succede ogni volta che insieme superiamo una nuova tappa. La prima pappa, il primo giorno di nido, l'addio all'allattamento al seno (un giorno vi spiegherò come è avvenuto). Come la paura di perdere qualcosa che non tornerà più indietro. E se è vero che un pò sarà così, è anche vero che altre e nuove scoperte ed emozioni avremo modo di vivere insieme.


Giacomo mi ricorda "Questo bimbo non è tuo". Ed io lo so. E' solo che ho bisogno sempre di un pò più di tempo. Per una cosa o per l'altra io e Davide siamo identici. Siamo tutti e due un pò lenti! :-)

giovedì 6 ottobre 2011

Torta al profumo di menta e cocco

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho preparato un dolce?
Vabbè, i pancakes di sabato mattina non rientrano nel conto!
Non ci facciamo rientrare neanche la crostata che ho preparato per il primo compleanno di Davide.
Insomma... Io una volta sfornavo dolci almeno una volta a settimana.
Ora invece che ho ripreso a lavorare praticamente full-time, tra gli altri impegni quotidiani e primo fra tutti il mio bambino (volete mettere il tempo speso a giocare?), tra una cosa e l'altra il tempo che rimane per preparare un dolce è quasi niente!
Ci si ingegna quindi di notte. Dopo cena. Dopo aver fatto addormentare Davide. Prima di preparargli il cestino per il nido con il pranzo del giorno dopo. Prima di ripiegare i pannolini lavabili. Prima di trascorrere qualche ora con Giacomo, magari a guardare (ronf ronf..) qualche bel film (ronf ronf..)... Ssssi!
Poi metteteci pure il fatto che al momento non ho a disposizione la "mia" cucina. Le mie fruste elettriche, le mie ciotole, i miei tegami, il mio forno. Ecco, tutto questo è un deterrente alla preparazione di qualsiasi cosa!
Però miracolo! alla fine ieri notte ce l'ho fatta lo stesso!
E' che ho trovato una ricettina sfiziosa, veloce e buonissima che richiede il minimo impegno e che garantisce il massimo risultato. Un dolce ottimo da offrire con il thè o delizioso da gustare con un bicchiere di latte freddo (la mia merenda del pomeriggio!).
E se andate oltre all'aspetto un pò "marziano" del dolce, che all'inizio ad essere sinceri ha fatto sorgere qualche titubanza  anche a me, una volta assaggiato penso che mi chiedereste immediatamente la ricetta! Massiccomecheiosonobuona...ve la posto direttamente qui, ora! :-)


Torta al profumo di menta e cocco
Ingredienti:
3 uova
3 etti di farina
3 etti di zucchero
1 vasetto di yogurt al cocco
1 vasetto di olio di semi
1 vasetto di farina di cocco
1 vasetto di menta liquida (quella per fare latte e menta per intenderci)
1 bustina di lievito
1/2 vasetto di latte


Considerando che la misura del vasetto degli ingredienti è quella del vasetto dello yougurt prendete tutti gli ingredienti e amalgamateli bene insieme dando prima la precedenza allo zucchero con le uova. Imburrate ed infarinate il fondo di un tegame da dolce, versatevi il composto e fate cuocere per 45 minuti in forno preriscaldato a 180° C. Fatto!

E grazie mamma del mio collega Stefano per la ricetta!


martedì 4 ottobre 2011

... Costruire ...

Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente 
penseresti a una partenza
...


Lavorare su nuovi progetti. Rimettere in sesto la casa dei Nonni. Quella che presto diverrà la nostra casa. Scegliere i colori che illumineranno le pareti. Immaginare gli spazi in cui ci muoveremo gattoni, in ginocchio, in piedi, di corsa. L'eccitazione della scoperta. Chiudere gli occhi ed immaginarci seduti intorno a quel tavolo che ancora non c'è. Sentire il respirare profondo del legno sotto i piedi. L'eco delle nostre risate. Dei giochi inventati. Vederci li, insieme.

...
ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
...

Come il sole che tramonta dietro la città.
Una doccia di aranciata i suoi raggi sui miei pensieri. Dopo una giornata frenetica sembra davvero che tutto scivoli via. Come se prima non ci fossero state corse o impegni. Ma solo pace e tranquillità.

...
nel mezzo c'é tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
...

E costruire è lavorare sulle abitudini. Formare i calli sulle ossa. E' veder tremare le ginocchia dalla stanchezza. Costruire è ignorare il sonno che avanza e che rende la mente pesante e scontrosa. Costruire è stupirsi delle forze che affiorano proprio quando più ne hai bisogno. Costruire è avanzare a testa alta e a cuore vigile. Riconoscere le proprie debolezze e lavorare perchè possano diventare virtù. Costruire è sentirsi grati verso la vita. Per l'aria che si respira. Per i piedi che camminano. Per le mani che operano. Per la salute del corpo e per la pace dell'anima. Costruire è non temere il futuro ma avere la speranza ed il coraggio di costruirlo. Costruire è impegnarsi nelle piccole cose. E' coltivare amore. E' raccogliere sorrisi.


... 
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione
...

Ci sono delle canzoni che in alcuni momenti vestono e riflettono perfettamente il proprio stato d'animo. Oh Niccolò, grazie! Pecco di presunzione se immagino che tu oggi abbia scritto questa canzone proprio per me?

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